8 marzo - 28 luglio 2013
Complesso Monumentale del Broletto di Novara
Via F.lli Rosselli, 20

www.homosapiens.net

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Da dove veniamo? Perché siamo tutti africani? Davvero nelle nostre cellule ci sono ancora le tracce della prima donna che ci ha lasciato il suo Dna mitocondriale e del primo uomo che ci ha lasciato il suo cromosoma Y?
Perché le razze umane esistono solo nella nostra testa? Ma è vero che fino a poche decine di migliaia di anni fa su questo pianeta noi convivevamo con altre quattro specie umane? Che fine hanno fatto? Le abbiamo estinte noi? Ci siamo fusi con loro? E poi, ancora: quando è nata la mente umana moderna? Come siamo riusciti a colonizzare terre lontane e difficili come l’Australia e le Americhe, attraversando mari, foreste, steppe e ghiacciai? Come è possibile che da 25mila fondatori siamo diventati sette miliardi? E perché quando arriviamo noi altre specie si estinguono?

La Mostra Homo sapiens – La grande storia della diversità umana vuole rispondere a queste domande usando un linguaggio accessibile a tutti, coinvolgendo il visitatore in una narrazione emozionante. La Mostra segue un ordine cronologico di eventi e di situazioni, a partire dalla nascita del genere Homo e dalle prime tracce di nostri antenati camminatori, fino all’invenzione dell’agricoltura e alle espansioni umane recenti che precedono le epoche storiche, passando attraverso le svolte più drammatiche del popolamento umano. Il suo filo conduttore è lo spostamento, l’esplorazione, la dispersione degli umani in uno spazio ecologico instabile e frammentato. L’approdo è quello della forte unità storica e genetica dell’umanità, ma al contempo della sua proliferante produzione di diversità.

La Mostra si fonda, in ogni sezione, su un mix di diversi linguaggi espressivi e sulla commistione di contenuti espositivi. I visitatori potranno ammirare: oggetti originali provenienti da ogni parte del mondo, tra i quali fossili, utensili, manufatti, opere d’arte, opere etnografiche, documenti antichissimi; i calchi ufficiali delle più importanti specie dell’albero dell’evoluzione umana, tra le quali per la prima volta Lucy ricostruita mentre cammina!; ricostruzioni di scenari e di storie, con spettacolari modelli a scala reale di ominini (un’interpretazione di “Eva mitocondriale” e l’uomo di Neanderthal com’era, ma anche per la prima volta il piccolo ominino pigmeo indonesiano, Homo floresiensis, e il cucciolo di Lagar Velho, che qualcuno ritiene un ibrido tra sapiens e Neanderthal) e anche di colossali animali estinti (il moa gigante di più di tre metri dalla Nuova Zelanda, il celebre dodo, e la maestosa tigre dai denti a sciabola delle Americhe!); e poi ancora installazioni interattive (sull’inesistenza biologica delle distinzioni razziali, sulla comunanza genetica di tutti gli esseri viventi, un grande planisfero interattivo per ripercorrere le storie di geni, popoli e lingue, e così via); installazioni immersive con proiezioni, video e foto (la prima camminata dell’umanità, a Laetoli, in Tanzania, 3,75 milioni di anni fa; l’incanto delle prime pitture rupestri nella grotta francese di Chauvet); inoltre, ampie mappe geografiche e carte topografiche, appositamente preparate dall’Istituto Geografico De Agostini, illustreranno passo per passo l’atlante storico del popolamento umano. Il tutto tenuto insieme da un corredo testuale appositamente scritto da Luigi Luca Cavalli Sforza e Telmo Pievani.